lunedì 23 marzo 2015





SUBJECT 0 : SHATTERED MEMORIES






Tiziano Cella (già presente su questo blog con Doll Syndrome di Domiziano Cristopharo dove era l’attore protagonista) realizza il suo primo lungometraggio Subject 0: shattered memories.
Precedentemente aveva diretto alcuni cortometraggi molto interessanti come maledetta Cuba ( guardatelo è esilarante), Imago vocis (2011) e the temple mount(2013).
Con il suo primo lungometraggio si addentra in un contesto thriller fantascientifico.
Possiamo notare immediatamente sin dalle prime immagini una buonissima cura grafica del film e una regia molto fluida, precisa e diretta che non si perde dietro a virtuosismi fini a se stessi ma funziona in modo intelligente per introdurci dentro la vicenda e i vari personaggi ben caratterizzati.
Come da prassi non parlo mai di quello che succede nei vari film che recensisco, ma posso dire che alla base del film di Cella c’è una sorta di esperimento che agisce sulla mente dei singoli individui modificando in maniera “estrema “ il loro modo di agire.
Ottima è la colonna sonora di Kristian Sensini a tratti veramente inquietante e che funziona perfettamente anche come trait d’union tra le varie parti della pellicola.
Non mi ha molto convinto la fotografia a tratti molto statica e che non riesce a imprimere quel taglio cinematografico che invece avrebbe dovuto dare.
Questo a mio modo di vedere è il principale difetto del film , oltre ad alcune location che secondo me non funzionano e che fanno risentire al film un’eccessiva povertà (troppi interni domestici ).
Le recitazioni funzionano abbastanza e su tutti spicca David White veramente a suo agio in questo film e anche Cella che si dimostra un attore molto pregevole anche se a volte insiste troppo in alcune smorfie che erano perfette per doll syndrome ma qua meno.
Ho particolarmente apprezzato il taglio psicologico che viene dato al film senza sconfinare in baracconate all’americana e che conferisce al film di Cella una certa originalità anche in materia di tematica trattata e anche un coraggio sicuramente da elogiare .
Federico Tadolini



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